libro sindromi da carenza alimentare

Di solito in spiaggia si prende il sole, si cammina pigramente sul bagnasciuga della spiaggia o si fanno dei bagni rinfrescanti nelle chiare acque cristalline: io invece mi rintano sotto una tenda e leggo. Sono donna di montagna ed il mare non è il mio habitat preferito.

In un mercatino delle pulci ho trovato per pochi euro questo preziosissimo libro edito nel 1959 che riporta tantissimi studi sulle sindromi neuropsichiche date da carenza alimentare: la maggior parte degli studi riportati sono sugli animali e tantissimi sui cani.

Uno in particolare ha riscosso il mio interesse stamattina ed è una patologia descritta nel 1936 da Green che colpiva le volpi azzurre allevate in cattività e alimentate prevalentemente con carpe crude.

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La patologia delle volpi era caratterizzata da una progressiva inappetenza ed anoressia fino al rifiuto del cibo, da atassia e successivamente da paralisi spastica evidente nel treno posteriore. Sembravano presente alche algie spontanee, dolori forti, visto che gli animali si lamentavano continuamente. Purtroppo dopo 48/72 ore dall’inizio clinico della sindrome sopraggiungeva la morte: ad esami autoptici si riscontravano lesioni vascolari nella sostnza grigia circostante le cavità liquorali.

La malattia è nota come paralisi di Chastek, dal nome dell’allevatore delle volpi ed è data da una carenza di vitamina B1, la tiamina.

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Osservazioni e studi successivi stabilirono che la percentuale minima per lo scatenamento della sindrome era del 10% ed era possibile prevenire o far regredire la sindrome neurologica mediante somministrazione di tiamina o di alimenti ricchi di vitamina B1.

Nel tempo gli studiosi hanno verificato che altri fattori dello stesso tipo della tiaminasi delle carpe crude, si avevano anche in molti pesci di acqua dolce e salata e nei crostacei, molluschi e stelle di mare.

pensate che successivamente sono stati effettuate sperimentazioni su umani volontari: la somministrazione di una certa quantità di pesce crudo si è dimostrata capace di distruggere oltre il 50% della tiamina nell’apparato digerente.

 

 

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