Gli abitanti del Medio Oriente, Africa e India hanno creduto a lungo che il latte di cammello, ricco di acidi grassi, antiossidanti e vitamine, fosse una medicina naturale, un afrodisiaco, un elisir di lunga vita e persino che avesse proprietà magiche. In realtà l’uso alimentare di questo latte non è una novità: Aristotele nei suoi scritti vanta le qualità del latte di cammella e dei formaggi da essi derivati, disprezzando contemporaneamente i prodotti derivati dal comune latte di vacca.Gli americani ora reputano questo latte una vera promessa per i cani nel trattamento del diabete di tipo 1, grazie ad un piccolo studio scientifico effettuato nel 2009 in Tunisia. I ricercatori del Land Institute scoprirono che dando ai cani 250 o 500 millilitri di latte di cammello quotidianamente, ottenevano una diminuzione significativa e duratura del glucosio nel sangue. Millie Hinkle, un naturopata americano, ha per anni sostenuto il potenziale positivo del latte di cammello nel trattamento nell’uomo dell’autismo, diabete, cancro, malattie cardiache, allergie alimentari, morbo di Crohn e il Parkinson. Il latte, non agitatevi subito lanciandovi alla ricerca su internet, è di difficile reperimento. In America, grazie ad una grande spinta dello studioso stesso, dal 2010 iniziarono a sorgere i primi allevamenti di cammelli e ricerche mediche nazionali focalizzate sul trattamento del linfoma nei cani con il latte di cammello. Pare secondo quanto dice Hilke che alimenta il suo cane con questo prezioso ed inusuale alimento che  il suo fedele compagno abbia persino cambiato il comportamento diventando molto più calmo, meno aggressivo e meno rumoroso acusticamente. Essendo questo oro bianco ricco di aminoacidi, favorisce il rilassamento e di conseguenza la calma emozionale.Il latte ha anche delle proprietà antibatteriche, antivirali e immunologiche.

Il latte è leggermente salato e caratterizzato da una colorazione che va dal bianco al rosa, dal punto di vista nutrizionale, è ricco di vitamina C, il triplo di quello contenuto nel latte di mucca. Ottima fonte anche di ferro, calcio, vitamine del gruppo B e acidi grassi insaturi, ha un basso contenuto di grassi e di lattosio, cosa che lo rende molto digeribile a tutti i cani. In Russia e in India viene particolarmente indicato per i periodi di convalescenza; mentre in Africa viene usato per l’alimentazione dei malati di AIDS.

Ci sono ancora non poche difficoltà legate soprattutto alla produzione e alla commercializzazione del latte di cammella: essendo i produttori, soprattutto pastori nomadi, è molto difficile pensare di creare allevamenti dove gli animali possano essere ben nutriti e controllati e una produzione in serie in “stile nomade” rischia di rendere il prodotto troppo costoso. Pare anche che questo latte non si adatti bene al trattamento UHT (Ultra High Temperature) indispensabile per la lunga conservazione.

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