Vi avevo annunciato di una nuova direzione della pagina perchè cucinacasalingapercani.it è in continua evoluzione e oltre a ricette, indicazioni nutrizionali dei vari alimenti, consigli e osservazioni di vita cinofila ora vi pubblicherò anche articoli scritti da specialisti del settore che ci mostreranno le mille e mille sfumature del cibo.

Oggi iniziamo con una saggia riflessione del Dottor Giovanni Lorenzi che sa molto bene quanto il cucinare per gli altri membri della propria famiglia, cani compresi, ha tante implicazioni e non solo fisiche. Eccolo tutto per voi.

Quasi ognuno di noi ha nei suoi ricordi dei piatti, dei dolci, con profumi, suoni, immagini che riportano a chi ci è o ci è stato caro, e quasi ciascuno di noi, tutti i giorni o in occasioni speciali, si mette in cucina per preparare con gioia ciò che porterà gioia a chi lo riceverà per consumarlo.

Il preparare da mangiare per gli altri è uno degli aspetti del “prendersi cura” degli altri.

Richiede attenzione alle loro necessità, a volte anche forzando i loro gusti alimentari, per fornire alimenti accettabili dal punto di vista dietetico, ma anche riguardo per i loro gusti, fantasia per non proporre sempre le stesse cose, creatività per combinare i vari ingredienti, accuratezza nella loro scelta per qualità e provenienza, buon gusto nella presentazione.

Alcuni studiosi americani hanno recentemente „scoperto“ che cucinare per gli altri fa bene a chi cucina. Poi, magari, se cucina bene, fa bene anche agli altri.

Questo naturalmente se cucinare ci piace e ci riesce in modo accettabile, altrimenti l’intera faccenda non fa altro che aumentare lo stress.

Donna Pincus, professore associato di psicologia e neuroscienze all‘Università di Boston spiega che

il cucinare, lei dice in particolare cucinare dolci, per gli altri, consente di esprimersi in modo creativo; che poi l‘espressione creativa porti un benessere generale è provato da innumerevoli lavori scientifici. Vi è una riduzione dello stress, una apertura agli altri, una soddisfazione per la realizzazione di qualcosa, a maggior ragione qualcosa per gli altri Se poi gli altri sono coloro che amiamo….

Cucinare richiede concentrazione e attenzione, svia i pensieri da cose spiacevoli, focalizzandoli su ciò che si sta’ facendo e per chi, attiva il movimento, gli aromi i profumi e i sapori favoriscono il benessere.

Mentre cuciniamo siamo concentrati sul presente, sul qui e ora, ma anche proiettati nel futuro, anticipando la sorpresa e la gioia di chi ne godrà a tavola.

Il cucinare si sta’ proprio per questi motivi affermando come terapia di attivazione comportamentale contro la depressione.

E quindi non vi sono difficoltà a vedere che questi concetti confermano ciò che più volte abbiamo affermato, e cioè che anche cucinare anche per i propri cari pelosi, fa si bene a loro, perché sappiamo cosa diamo loro, lo cuciniamo e serviamo con cura, lo integriamo per fornire tutti i nutrienti necessari, con una attenzione particolare per provenienze e metodi di produzione, e oltre a ciò favorisce, rafforza e consolida la nostra relazione, ma come ulteriore valore aggiunto, gratifica noi che cuciniamo e ha per noi stessi delle beneficialità, anche se non ne condividiamo la consumazione.

Ancora una volta, chi fa per il bene degli altri fa del bene anche a se stesso.

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