La pianta è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari, ciò che spiega il suo nome, proveniente da “salvus” che significa appunto “sano”; alcuni popoli credevano che potesse perfino resuscitare i morti. I cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità e nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.

Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà:

  • antinfiammatorie,
  • balsamiche,
  • digestive,
  • espettoranti.

Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi, le gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita, combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento e ne elimina gli agenti patogeni eventualmente contenuti.

La salvia è controindicata per chi soffre di patologie nervose o epilessia e va consumata con cautela da parte delle cagne in gravidanza o nel periodo di allattamento perchè fa diminuire o addirittura cessare la produzione del latte. Come tisana, si può utilizzare solo per brevi periodi.

La salvia può essere messa direttamente nella ciotola con il pasto, spezzettata a meno o sotto forma di tisana nella ciotola dell’acua o nel pasto.

TISANA

2 cucchiai da te di foglie secche immerse in 250 ml di acqua bollente per 15 minuti.

Potete usare la polvere di salvia sulle ferite esterne infette come disinfettante e antibiotico naturale.

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