Ohne dich kann ich nicht sein
Ohne dich
Mit dir bin ich auch allein
Ohne dich
Ohne dich zähl ich die Stunden ohne dich
Mit dir stehen die Sekunden
Lohnen nicht ohne dich

Lo so che non conoscete il tedesco ma questo brano, estratto da una delle mie canzoni preferite, spiega in modo molto chiaro quello che ho provato durante questo straordinario WE cinofilo…

Senza te non posso stare
Senza te
Anche con te sono solo
Senza te
Senza te conto le ore senza te
Con te si fermano i secondi
Non hanno valore senza te

Il soggetto non è un uomo o una donna, per me è l’empatia, la lettura ed il linguaggio emozionale che tendo a dare a ogni rapporto relazionale, sia con persone che con cani. Per tutta la vita ho cercato di far prevalere la mia parte razionale, logica, cognitiva su quella voce insistente che disturbava le mie percezioni e le mie azioni. Con gli anni sono venuta a patti con la mia parte emotiva ed ha vinto lei: ora me lo posso permettere perchè riesco a canalizzarla ed utilizzarla.

Questo fine settimana ha visto scendere in un campo cinofilo una mente cognitiva, appartenente al grande istruttore David Morettini, ed il mio cuore (ricordo che è detto in modo metaforico visto che anche le emozioni hanno origine nel cervello). L’incontro è stato voluto fortemente da entrambe, anche se penso che David forse si aspettava qualcosa di più rigoroso e organizzato: si può organizzare l’emozione? Ci sto provando e spero di riuscire presto a sviluppare studi scientifici che supportino le mie idee per una nuova via cinofila. Nelle settimane precedenti David mi chiedeva dei video, delle spiegazioni di cosa era il mio CIBO RIVELA… La sua mente cognitiva richiedeva una risposta, mentre nella mia mente emozionalmente minata la chiarezza è scattata solo nel confronto: effettivamente cosa è CIBO RIVELA???

Ritengo che il binomio, uomo cane, sia più della somma delle individualità e penso che il cibo sia il mediatore relazionale più valido e semplice per esaltare il rapporto emozionale della coppia. Questo in sintesi verbale è il CIBO RIVELA.

Detto così sembra una cosa difficilissima, ma le persone che mi seguono da qualche anno oramai trovano questa mia idea quasi banale. Nessuno però ci aveva pensato prima, perchè il cibo era una materia poco considerata in ambito cinofilo fino a poco tempo fa, ora tutti fanno corsi e sembra che sia il trend del periodo, e l’emozione dei cani è ancora un tabù.

“Le emozioni animali esistono, e si sono evolute per essere un “collante sociale”» sostiene Mark Bekoff, docente di ecologia alla University of Colorado (Usa), in un articolo. Ma le prime conferme le avevamo già con Charles Darwin ( 1872 “L’espressione delle emozioni negli uomini e negli animali”)  quando affermava la “continui­tà evolutiva”: tra animali e uomini la differenza è di quantità, non di qualità. Fatichiamo però ancora a parlare di emozioni in pubblico ed in modo professionale, anche se tutti noi sperimentiamo quotidianamente quanto il cane sia un essere capace di leggere ed esprimere emozioni. Le emozioni come collante sociale hanno avuto una co-evoluzione uomo-cane e per me questo è un fatto fondamentale: non posso leggere un cane senza sentire il bisogno di leggere anche l’umano, perchè è la connessione emozionale che fa la differenza e può implementare la relazione.

Ho partecipato ad un DIMMI CHI SEI alcuni mesi fa, ma già conoscevo la rara capacità lucida ed immediata di leggere i cani di Morettini, che è stato uno dei miei Maestri preferiti al corso educatori, e la sua velocità di trasformare elaborazioni cognitive, fatte di calcoli di spazi, tempi, posture, ritmi ecc., in indicazioni verbali: rimango sempre affascinata comunque da questo suo dono, rafforzato e perfezionato dall’esercizio. Io non ci riesco, le mie valutazioni vengono contagiate dalle energie emotive in campo, devo chiudere dei canali e canalizzare le sorgenti emotive che mi invadono e metterle in elaborazione con le informazioni che la mia cognitività urla; in questa foto si vede benissimo. Cerco la possibile via emozionale che conduca alla soluzione del problema, mi carico delle energie accumulate dai cani che molte volte non sono più in grado di scaricare a terra, cerco di ascoltare le reali parole dei proprietari, cerco di bilanciare l’aiuto per il binomio: la soluzione è sempre l’equilibrio. Non è semplice riuscire a trovare delle soluzioni utili, e David riesce a fare delle magie nel spiegare cosa si potrebbe fare per migliorare. La mia pigrizia negli anni mi ha fatto trovare un piano dialogico comune che può portare all’equilibrio, non sempre, ma spesso: il cibo, un bisogno comune, un linguaggio emozionale che tende sempre all’equilibrio. CIBO come mediatore relazionale e fisico che porta, se utilizzato funzionalmente, al benessere psico fisico ed emotivo.

Possono Mente e Cuore trovare un equilibrio?

Non è stato semplice inizialmente, almeno per me, perchè c’erano tante variabili in campo: prima tra tutte riuscire a trasmettere cosa è la mia filosofia del Cinocibismo. Sono tanti anni che studio, elaboro e cerco soluzioni. Il cibo bisogna conoscerlo nei suoi minimi aspetti, occorre avere una buona percezione di quelli che sono i bisogni  ed i comportamenti alimentari specie specifici, serve mettere in campo conoscenze psicologiche umane, avere esperienze di trasmissione didattica efficace in poco tempo, riuscire ad accogliere emozioni forti senza esserne sopraffatti. Questo WE abbiamo dimostrato che si può avere continuità di direzione anche con letture condivise estratte da campi diversi.

Ci sono delle foto che dimostrano in modo tangibile delle UNITA’ EMOZIONALI, dei campi energetici emozionali di equilibrio. Il cibo spesso, non sempre ma in questo caso si, è quel mediatore funzionale che facilita l’equilibrio di campo.

Quando le menti condivise sono aperte e pronte all’ascolto, riuscire a passare emozionalmente le informazioni è molto semplice: ringrazio Simone Dalla Valle per la sua disponibilità e prontezza nel voler cogliere ogni spunto. La sua presenza ha abbattuto qualche mio pregiudizio sulla somministrazione del cibo, proprio per il suo allineamento emozionale con il suo cane: nella scheda aveva scritto che i suoi cani non avevano ciotola ma che ricercavano il cibo in giardino. Chi mi conosce sa cosa è passato per la mia mente. Poi al di fuori del set valutativo, in un momento di relax, in cui io solitamente osservo per farmi una reale idea del binomio, ho visto Simone lanciare il cibo al suo Grigio e nel lancio ho visto un prolungamento emozionale che non ha mai abbandonato il cane mangiante. La cosa importante non è solo cosa ma soprattutto come e con che investimento emozionale viene offerto il cibo. Con Simone e Grigio, non è il vero nome del cane ma ho trovato in questo nomignolo molta emozione e questo mi è rimasto, abbiamo sondato quali potevano essere gli alimenti adeguati all’individuo e perchè.

Non esiste l’alimento perfetto, il super-food, ma il cibo o la combinazione di più alimenti adeguati e maggiormente funzionali per il benessere psico fisico emozionale di un cane particolare. I bisogni alimentari individuali, BAI, non sono più un mistero.

L’osservazione puntuale del cane realizzata e spiegata al pubblico da David ed il mio piccolo contributo di lettura emozionale, collegati poi a delle soluzioni alimentari, hanno reso questo stage una straordinaria prova che la collaborazione tra colleghi oltre ad essere possibile, può amplificare e migliorare la relazione di cani e responsabili umani.

Kevin Behan, nel suo libro “Il tuo cane è il tuo specchio”, afferma che i cani entrano immediatamente in sintonia con i nostri sentimenti e li riflettono: l’emozione è una forza della natura reale quanto quella della gravità, una fonte d’informazione spesso oscurata ai nostri occhi dalla ragione. Lo scorso WE abbiamo dimostrato che oramai la cinofilia ha capito che la collaborazione tra mente e cuore, cervelli in reti connesse, è il futuro.

STAY TUNED FOR MORE… abbiamo appena cominciato.

Grazie David Morettini a te ed a tutto il tuo gruppo di studio, grazie a Clara Caspani per aver collaborato attivamente all’organizzazione, grazie a Simone Dalla Valle per essere sempre alla ricerca del nuovo, grazie alle mie socie di Cino_Cibo che mi sostengono e sopratutto mi criticano in modo costruttivo, un particolare grazie a Francesca Boido che oramai ha il coraggio di prendere trippa verde e nerbi di bue freschi a mani nude, grazie a tutti i partecipanti che si sono messi in gioco ed ai loro cani che come sempre ci sono stati Maestri di vita vera.

 

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