Vi è mai successo di stare male dopo aver mangiato qualcosa e di diventare poco tolleranti poi verso quell’alimento?!?

Si tratta dell’effetto Garcia (o Conditioned taste aversion) ed è un condizionamento di tipo classico (o pavloviano).

John Garcia, psicologo americano, si accorse di questo effetto mentre stava studiando il comportamento delle cavie di laboratorio: i suoi esperimenti portarono alla considerazione che, contrariamente agli studi di Pavlov,  bastava un solo effetto negativo sulla salute dell’animale perché questi associasse il cibo mangiato all’evento sfavorevole.
Gli esperimenti  di Pavlov consideravano dei cani che salivavano (avevano l’acquolina) alla vista del cibo. In una seconda fase, lo scienziato associava la presentazione del cibo al suono di un campanello, dopo numerosi eventi di questo tipo, lo sperimentatore faceva suonare solo il campanello senza presentare il cibo e gli animali, avendo associato il nuovo stimolo dapprima neutro al cibo, salivavano come se vedessero il cibo.
Alla stesso modo, ma con effetto contrario, l’effetto Garcia considera l’associazione mentale di un evento negativo per la salute dell’animale o dell’individuo, che quindi reagisce con un disgusto verso l’alimento e addirittura verso l’odore.
L’effetto Garcia si nota in particolar modo in animali e uomini che sono stati molto male per avvelenamenti o intossicazioni alimentari, per cui quel cibo non solo non è più gradito, ma provoca nausea sia al gusto che all’olfatto.

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Memori di questo effetto possiamo capire quando il nostro cane non mangerà più, stranamente, un alimento che prima magari era ricercato o che rifiuti una ciotola perchè sente l’odore di un alimento che gli ricorda un momento difficile della sua vita gastrointestinale.

Il consiglio resta quello di cercare di reintrodurre l’alimento che provoca disgusto con molta calma magari facendo passare del tempo dall’episodio traumatico e di veicolarlo con un cibo o odore molto gradito.

 

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