alpha-couple-d0064-wes-and-dotty-weberIL CAPO BRANCO MANGIA PER PRIMO!

Quante volte avete sentito questa frase?!?

Non è assolutamente vero ed esistono varie motivazioni a supportare la mia affermazione.

Primo motivo tra tutti, il fatto che NOI ed IL NOSTRO UNICO CANE non siamo un branco. Se ci rifacciamo con il pensiero ad un branco di lupi in libertà dobbiamo tenere conto che solitamente è un branco famigliare costituito dalla coppia ALPHA, madre e padre, cuccioli dell’anno e cuccioloni degli anni precedenti. I cani alpha sono la coppia genitoriale che si prende cura della prole ed è, per questo, che sono “dominanti” altrimenti detto “RESPONSABILI” del benessere del resto del gruppo. Anche in un branco di lupi solitamente non è il padre o la madre che mangiano per primi, ma a loro vengono lasciati i pezzi di preda migliori perchè devono essere nutriti in modo adeguato per essere in perfetta forma. Da loro dipende la sicurezza del gruppo famigliare intero.

Anche se in casa abbiamo due o più cani difficilmente potremmo paragonarli ad un BRANCO di lupi perchè ne hanno perso con l’evoluzione e la domesticazione umana diverse caratteristiche, prima tra le altre il bisogno di sopravvivere basandosi solo sulle proprie forze fisiche e cognitive.

I CANI VENGONO PROTETTI, A VOLTE ANCHE ECCESSIVAMENTE, E VENGONO ALIMENTATI IN MODO REGOLARE E CONTINUO DA NOI.

maxresdefault-1

Pensate che un lupo può passare anche due settimane senza riuscire a catturare una preda e per questo, quando ne cattura una, riesce a mangiarne anche un 20/25% del proprio peso corporeo. Paragonate questo dato alla percentuale BARF che prevede un 3/5% del peso corporeo del cane, avete già visivamente presente l’enorme differenza della capacità estensiva dello stomaco tra il cane ed il lupo. Potete anche immaginare la diversa motivazione alimentare tra un lupo ed un cane: se so che non mangerò tutti i giorni la spinta verso il cibo, per la sopravvivenza, sarà mille volte più profonda rispetto all’individuo che ha la consapevolezza di vedere la sua ciotola riempirsi almeno due volte al giorno senza produrre il minimo sforzo. Oramai sono pochi i cani che hanno una sequenza predatoria completa che finisce con l’uccisione della preda e la sua consumazione. Nella mia esperienza cinofila solo due cani tra i tanti che ho conosciuto in modo famigliare, partivano a caccia e tornavano con la preda morta che poi consumavano: prima di mangiarla me la offrivano e cercavano la condivisione del pasto. La mia Samoiedo, splendido cane nordico tutto candido, sociale e socializzata con tutto il mondo, quando vedeva un riccio non poteva non cacciarlo, ucciderlo e scuoiarlo per poi offrirmelo ancora caldo. Teodora, la mia bassotta a pelo duro, figlia di campioni di lavoro, invece ama cacciare i ratti e quando li cattura me li porta trionfante, con gli occhi che le brillano per l’orgoglio: faccio finta di mangiarli per evitare che li mangi lei. Potrebbero essere malati o avvelenati, se è riuscita a prenderli facilmente. In cambio lei riceve un bellissimo pezzo di trippa verde essiccata a freddo. Una volta la scena di caccia e di consumazione è stata vista da una mia vicina che da allora non mi saluta più ah ah ah, questo vuol dire che recito proprio bene!

Schermata 2014-11-05 alle 10.41.56

Se invece penso ai miei barboni, probabilmente lasciati liberi di cacciare, morirebbero di fame, perchè non hanno nessun istinto e capacità predatorie.

Ho sempre avuto un gruppo di cani che varia dai 4 ai 5 membri in casa ma NON SONO MAI STATI UN BRANCO perchè non sono mai stati consanguinei: razze diverse, taglie diverse, motivazioni diverse ecc. Nel mio caso posso parlare di GRUPPO DI CANI che si ordinano secondo gerarchie sociali efficienti per la mia situazione famigliare:

  • si organizzano gerarchicamente, ma non in modo fisso, perchè basta una modificazione esterna o interna al gruppo per assistere a cambiamenti di ordine.
  • essendo tutte femmine solitamente la gestione è molto più stabile e regolata.

Per noi umani è importante la questione della “dominanza” e sapere chi è il capo branco. Ma perché?

Se un gruppo familiare di cani vive una vita tranquilla e serena vuol dire che la gestione gerarchica dello stesso è in equilibrio per cui non ci sono problemi.

Dobbiamo mangiare per primi per dimostrare che siamo i leader di tutto il gruppo? Il cane, purtroppo, non discrimina il capo branco da chi mangia per primo. Il cane vuole avere accanto un responsabile umano che sia autorevole in TUTTE le situazioni, cerca una persona equilibrata che ogni giorno dia prova di autorevolezza, non solamente nel momento del pranzo. La scelta di un leader è data dalle capacità che vengono riconosciute nello stesso, cane o uomo che sia, capacità e abilità che devono portare benessere e condurre in modo agevole alla sopravvivenza all’intero gruppo.

Nella mia vita con i cani ho imparato che chi si avventa sulla ciotola per primo, non è il CAPO, anzi, di solito è il cane con una motivazione alimentare più alta degli altri e molte volte può succedere di avere dei problemi proprio perché la motivazione supera lo stato gerarchico. Risse per colpa del cibo ne ho viste alcune e non sono per nulla piacevoli, per cui non mettete mai alla prova i vostri cani per capire chi è il leader.

biscotti-cane

Alcune razze hanno una motivazione alimentare generalmente più alta di altre: Golden, Labrador, Bassotti e Beagle sono cani con un’altissima spinta interna verso il cibo. Altre razze hanno una motivazione alimentare molto bassa: i cani primitivi, i cani giapponesi, i cani nordici, i Setter; per alcuni di questi cani basta mangiare anche non tutti i giorni, e comunque  non si avventano  sulla ciotola, perché per loro il cibo non è una risorsa importante. Vorrei ricordare che comunque alla base c’è l’individuo per cui può anche succedere che all’interno di queste razze fameliche o non, possa esserci un individuo particolare con motivazioni diverse. Ci sono cani che utilizzano il cibo per cementare o affermare il proprio stato gerarchico con il gioco del tabù: il peloso prende del cibo lo mette vicino alle zampe e ringhia appena qualcuno del gruppo si avvicina, cane o umano che sia. Questo gioco, diciamo così, viene fatto periodicamente dalla mia bassotta Teodora che è la più piccola di taglia di tutto il mio gruppo famigliare ma vuole affermare e riaffermare il suo alto stato gerarchico, perchè per profilo genetico e sociale ha altri competitori nel gruppo. Qualche giorno fa ho visto un video che cercava di spiegare chi fosse il cane di più alto stato sociale attraverso l’utilizzo di una ciotola piena di cibo: secondo l’educatore il cane che si avvicinava e mangiava per primo era il cane dominante.

Mi raccomando non fate mai test del genere perché potreste andare a ledere un equilibrio che magari già vige nel gruppo vostro familiare di cani. Non è necessario fare dei test simili per capire quale cane è il più alto in stato gerarchico, ve ne accorgerete da tanti elementi: il cane più tranquillo che cerca sempre di mettere pace all’interno del gruppo, che stoppa atteggiamenti troppo vivaci, che risolve i problemi, che ha sempre un occhio vigile sulle situazioni, è il cane più autorevole. Il leader di solito è il cane o la persona con più capacità, che si mette a disposizione per il benessere del gruppo intero. Non è il cane più aggressivo, non è il cane più esuberante, non è il cane più intraprendente, di solito è il cane più equilibrato, il cane più tranquillo, colui che conosce gli altri in ogni aspetto perchè li ha osservati, il cane che si fa un po’ i fatti propri ma è sempre presente nella necessità.

Non possiamo pensare di generalizzare in un solo test quello che è un mondo colorato di capacità e abilità. Il  vero leader è un’ essere particolare in tutte le manifestazioni dell’intera vita, non si dimostra in un momento di prova o in un esercizio del momento.

Le caratteristiche sopracitate per i cani valgono anche per i responsabili umani: il vero leader non è colui che passa per primo dalle porte, mangia per primo o da e toglie attenzioni quando lo decide lui. Il cane decide di affidarsi ad un leader umano quando ne riconosce capacità, abilità e caratteristiche individuali caratteriali che lo proteggeranno: equilibrio, empatia, conoscenza, equità, impegno e dedizione di tempo e di emozioni, tutte caratteristiche che devono durare nel tempo. Il cane si deve fidare di noi e si deve sentire rispettato nelle sue esigenze specie-specifiche, dopo ci donerà la sua vita totalmente, senza trucchi o test.

IL CANE NON E’ PIù UN LUPO: HA DECISO DI AFFIDARSI A NOI E NOI DOBBIAMO ESSERE DEGNI DELLA SUA VITA NELLE NOSTRE MANI.

DSC_6602-29

Comments

comments