Quante a volte avete sentito dire che il cane assomiglia al padrone? Immagino tante e un fondamento di verità c’è perchè: “Sembra che le persone aspirino a possedere una creatura simile a se stessi”, come puntualizza la ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science della American Psychological Society. I ricercatori di tutto il mondo hanno più volte potuto osservare che gli estranei possono abbinare le foto di alcuni cani con le foto dei loro proprietari, con un alto tasso di successo. Questo succede perché le persone sono attratte da animali che assomigliano a loro. Durante uno studio, ad esempio, si è potuto osservare come le studentesse universitarie con i capelli lunghi fossero più attratte dai cani con le orecchie grandi e lunghe, come quelle degli spaniels o dei beagles, piuttosto che da quelli con le orecchie a punta. Le donne con i capelli corti, invece, hanno mostrato di preferire una tipologia di quattro zampe del tutto opposta.

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Però anche gli animali domestici tendono a emulare i loro proprietari: uno studio del 2011 ha rilevato che i cani con il compito di aprire una porta scelgono come fare in base al metodo appena utilizzato dai loro proprietari (la testa o le mani). I ricercatori hanno concluso, così, che i cani possiedono una “imitazione automatica”, un istinto che può prevalere sia sul comportamento naturale sia sull’interesse personale. Pensate che i cani sono anche più sensibili al contagio dello sbadiglio (un indicatore di empatia), quando a sbadigliare è il loro padrone, piuttosto che un estraneo.

Quindi aspetto fisico, carattere, comportamento e emozioni si influenzano tra proprietario e cane… e l’alimentazione?

In modo ecclatante specialmente nel caso della cucina casalinga.

La conseguenza di questa simbiosi alimentare è che il cane mangi a nostra immagine e somiglianza con un alimentazione molto spesso ridotta, secondo il concetto: “ Ciò che nuoce a me  nuoce anche al mio cane”.

Per esempio, bene sapere che i cani utilizzano (bruciano) i grassi presenti nel sangue per produrre energia quindi, trigliceridi e colesterolo risultano problemi molto umani e poco canini. Il quantitativo di uova all’interno di una settimana non è così strettamente da calcolare come avviene, in modo errato il più delle volte, nella dieta umana.

Cerco di dimenticare, ma devo sottolineare ugualmente, la nota dolente del vegetarianesimo o veganesimo imperante nella dieta nel cane che ultimamente sta avendo molto successo, che è chiaramente un voler mettere sullo stesso piano alimentare il proprio amico a 4 zampre senza valutare il fatto che lui è un carnivoro.

Ma guardiamo anche un aspetto positivo che io racconto sempre durante ai miei corsi: c’è un maggior interesse al benessere alimentare del cane che porta il responsabile umano ad informarsi sempre di più sull’alimento singolo portando poi ad una maggiore attenzione anche alla propria dieta.

il cane arriva a mangiare bene e noi ad alimentarci meglio.

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