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La restrizione calorica nella dieta del cane, ovvero un dieta povera di calorie che non porti però alla malnutrizione, è risultata da alcuni studi, durati 30 anni, predisponente all’attivazione dei geni che si occupano della longevità del cane, inibendo così quelli che contrariamente sono adibiti all’invecchiamento.

La dieta restrittiva è stata testata su diversi tipi di mammiferi compresi cani e uomini ed il risultato è stato sorprendente: un 30% di calorie in meno, rispetto alle diete moderne abbondanti che vengono prescritte, portano come conseguenza positiva un allungamento della vita del 30% circa fino ad arrivare ad un 200% nelle mosche.

L’aspetto sorprendente non si limita all’allungamento della speranza di vita ma anche alla drastica riduzione di malattie tipiche dell’invecchiamento come obesità, artriti, tumori, cardiopatie, patologie neurodegenerative.

I Barfisti sostengono questa filosofia da sempre e confermano che i cani magri sono in piena salute anche nella fase senile della loro vita.

Considerate anche che il modo in cui il corpo del cane trae energia dal cibo cambia molto a seconda dell’alimento, dal tempo impiegato nella masticazione, dalla sua digeribilità, dagli altri alimenti presenti nella ciotola, dallo stato emotivo e da quello fisico, SENZA CONTARE POI LA COMPONENTE GENETICA. Un cane con problemi di assorbimento ricordate che può e deve mangiare un terzo di calorie in più rispetto ad un cane normale.

UNA CALORIA ALL’INTERNO DELL’INTESTINO HA VALORE INDIVIDUALE.

Ricordiamoci però che restrizione calorica NON E’ sinonimo di ristingimento degli alimenti, quindi si lavora sulla riduzione delle calorie mantenendo una varietà importante degli alimenti coinvolgibili nella dieta. Una dieta con tanti alimenti garantisce un microbioma del cane forte e diversificato.

Possiamo pensare al riduzione calorica, logicamente, quando abbiamo un cane sano ed in forma ma dobbiamo sempre tenere presente anche i vari aspetti del peloso stesso: molti amici a 4 zampe hanno un’alta motivazione sul cibo quindi una privazione non desiderata potrebbe portare ad un malessere psicologico che inficerebbe l’aspetto benefico.

In poche parole

METTETE SEMPRE IN PRIMO PIANO L’INDIVIDUALITà PSICOFISICA DEL VOSTRO CANE

prima di decidere una direzione dietetica, anche se supportata da dati scientifici.

Siberian Husky

 

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